Con il pet in ufficio
LAVORO – I nostri pets sono tanto una parte delle nostre vite che sembra ingiusto non poterli portare con noi anche quando andiamo a lavorare. Però, come sa perfettamente chiunque abbia – poniamo – tentato di scrivere una tesi di laurea con un gatto che cammina sulla tastiera o una proposta di lavoro con il cane che salta addosso perché vuole andare fuori a giocare, è due volte una crudeltà: per loro perché s’annoiano e per noi perché finiamo per essere infastiditi dalle loro attenzioni.
Riconosciamo, per il bene di tutti – anche dei colleghi, se è per quello – che i nostri animali di compagnia appartengono alla sfera privata e non a quella professionale.
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Our pets are so much part of our lives that it sometimes seems unfair that we can’t take them to work with us. On the other hand, as is clear to anyone who has, say, attempted to write a thesis with a cat walking on the keyboard or a work proposal with a dog that wants to go outside and play, trying to work with our animals around is a double form of cruelty: for them because they rapidly become bored and for us because we wind up irritated by their attention.
Let’s try to recognize, for the good of everyone – even of our colleagues, if it comes to that – that our animals belong to the private sphere and not to the professional one.
Whatcha thinkin'? Cosa stai pensando?
VITA COMUNE – Una parte, forse la più bella, della vita comune con i nostri compagni animali è il tentativo di capirsi, di stabilire delle vere comunicazioni con la mente dietro a quelli bellissimi occhi. Ci sembra che l’immagine che abbiamo scelto, anche nella sua semplicità, renda straordinariamente bene questa verità.
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Perhaps the best and richest part of life together with our pets is the attempt to understand one another, to enter into full communications with the mind behind those beautiful eyes. We think the image we’ve selected, as simple as it is, renders this truth extraordinarily well.
Capodanno: il bollettino di guerra dell'AIDAA
CRONACA – Botti di Capodanno 2012: Uccisi 132 cani e 105 gatti, 950 gli animali in fuga. Un bilancio meno grave afferma l’AIDAA (Associazione Nazionale Difesa Animali e Ambiente) rispetto ai 500 cani ed altrettanti gatti che erano risultati uccisi lo scorso anno sempre a causa dei botti di San Silvestro. La maggior parte delle segnalazioni di cani rinvenuti morti (la stragrande maggioranza di proprietà) arrivano dalle regioni del sud Italia, in particolare Campania, Puglia e Sicilia, mentre per quanto riguarda gli animali fuggiti, sia cani che gatti a sorpresa il maggior numero di segnalazioni arriva da Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna.
Inoltre l’AIDAA, facendo il bilancio dei danni causati a uomini e animali dai botti di Capodanno negli ultimi 20 anni, ha reso noto un vero bollettino di guerra: gli italiani resi invalidi a causa dei botti sono 17mila, di cui oltre 2.500 nella sola Campania. Sono invece 5.000 le persone che hanno ottenuto il riconoscimento di invalidità a causa dei botti esplosi da altri, mentre gli animali uccisi sarebbero circa 30.000, senza contare le migliaia di animali fuggiti. Quest’anno i feriti sono stati 561, di cui oltre 70 bambini. Sulla base di questi numeri l’associazione ha deciso di promuovere una petizione con l’obiettivo di mettere fuori legge i petardi, non solo a Capodanno e ha promosso il comitato nazionale ‘Basta botti’. La prima azione del comitato sarà la consegna al Ministro dell’Interno Rosanna Cancellieri delle firme della petizione ‘No ai botti di Capodanno’ che ha visto l’adesione di quasi 12.000 persone e la cui raccolta continuera’ fino all’8 gennaio. E’ possibile firmare collegandosi ai link qui oppure qui. Fonti: AIDAA e AGI.
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The Italian habit of shooting off vast quantities of fireworks to celebrate the arrival of the New Year has, according to AIDAA – the Italian Association for the Defense of Animals and the Environment – generated the usual unfortunate casualty figures this year. According to the lobbying group, as many as 132 dogs and 105 cats may have been killed during the celebrations, while a total of 950 are thought to have run away from home while frightened and confused by the racket.
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